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Gli ambienti di lavoro futuri: tra benessere e sostenibilità ambientale

Il nuovo Intelligent Workplace Report 2020 di NTT approfondisce il punto di vista delle aziende sulle prerogative degli ambienti di lavoro di nuova concezione. Da qui la necessità di creare nuovi spazi di lavoro che tengano conto di tutti i fattori coinvolti – culturali, tecnologici e umani – atti a ottimizzare e accrescere l’esperienza dei dipendenti e favorire la sostenibilità dello spazio ufficio

È ormai evidente che gli ambienti lavorativi non saranno mai più gli stessi. Stiamo assistendo a una trasformazione radicale nelle best practice dei processi lavorativi, delle metodologie e della progettazione degli ambienti lavorativi che esorta a un cambiamento sia delle strategie di business delle aziende sia del workplace che lo supporta. Ma cosa significa concretamente per i dipendenti? Il nuovo Intelligent Workplace Report 2020 di NTT, dal titolo “Shaping Employee Experiences for a World Transformed”, vuole rispondere a questa domanda, approfondendo il punto di vista delle aziende sulle prerogative degli ambienti di lavoro di nuova concezione. Il focus è sulle nuove sfide che sono chiamate ad affrontare le organizzazioni, sulle soluzioni che meglio abilitano la flessibilità richiesta oggi, e soprattutto sul punto di vista umano a fronte di una delle evidenze più rilevanti emersa ovvero di come la pandemia abbia portato a considerare il benessere dei dipendenti come priorità aziendale.
A fronte dell’emergenza sanitaria globale che ha determinato una tendenza irreversibile orientata a una forza lavoro distribuita, è necessario ripensare e adattare gli ambienti lavorativi in funzione di come contribuiranno alla produttività, al consolidamento del brand, alla sostenibilità, alla sicurezza e al benessere dei dipendenti.
Questo senza però sottovalutare l’importanza delle interazioni sociali fisiche fondamentali per stimolare il coinvolgimento, il confronto, la collaborazione e la crescita professionale. Diventa sempre più concreto e attuale il concetto che identifica gli spazi di lavorativi non tanto come il luogo dove si lavora, quanto come contesto caratterizzato dal modo in cui lavoriamo: come ci connettiamo e interagiamo con gli altri, come utilizziamo le nostre competenze e la nostra creatività per contribuire al successo dell’organizzazione.
Da qui la necessità di creare nuovi spazi di lavoro che tengano conto di tutti i fattori coinvolti – culturali, tecnologici e umani – atti a ottimizzare e accrescere l’esperienza dei dipendenti.

Stefano Pivetta, BU Manager CX & Collaboration di NTT

“In un’ottica di una forza lavoro sempre più distribuita, molte aziende potrebbero dover rivedere il significato di “normalità” che implica un modo di lavorare più ibrido, un più diffuso uso della tecnologia e degli strumenti di collaborazione digitale, un cambiamento della cultura aziendale e, di conseguenza, la riprogettazione degli spazi lavorativi di nuova concezione – afferma Stefano Pivetta, BU Manager CX & Collaboration di NTT –. Ed è proprio in questa razionalizzazione che risiede il cambiamento attuale più stringente per supportare la trasformazione dei workplace.
Il cambiamento in atto, non è più una questione prettamente tecnologica e non è di competenza del solo dipartimento IT ma deve prevedere la partecipazione attiva dei Facility Manager e Servizi Generali per l’ottimizzazione degli ambienti di lavoro e il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità, delle Risorse Umane per offrire ambienti di lavoro più attrattivi e delle Business Line per la riorganizzazione dei processi con l’obiettivo di implementare modelli di activity-based working per far fronte alle specifiche esigenze dei differenti team e potenziarne l’operatività”.
Il report condotto da NTT vede coinvolti 1.350 partecipanti – con ruolo di decision makers e influencer in merito allo sviluppo di ambienti di lavoro efficaci – appartenenti ad aziende di diversi settori di mercato tra cui manufacturing, servizi finanziari, servizi professionali, education, automotive e hospitality, dislocate in 19 paesi.
In prima analisi il report si è concentrato sul peso dei desiderata delle persone in azienda nelle decisioni future. L’86,6% degli intervistati (79,7% in Europa) ritiene che le esigenze dei dipendenti saranno al centro della progettazione degli spazi lavorativi di nuova concezione. I risultati mostrano che tre quarti (75,0%; 67,9% in Europa) delle organizzazioni concordano sul fatto che i dipendenti preferirebbero avere la possibilità di scegliere e la flessibilità per decidere di lavorare in ufficio quando è sicuro farlo, mentre l’88,9% (85,4% in Europa) conviene che i momenti per i meeting faccia a faccia siano essenziali per creare un senso di squadra, così come lo sono gli incontri con i clienti.

I continui adattamenti alle sfide per effetto del COVID-19 impongono alle organizzazioni di sviluppare una strategia più robusta da offrire alla propria forza lavoro distribuita, con l’88,9% (83,9% in Europa) delle aziende che riconosce il valore dell’esperienza del dipendente come un differenziatore strategico cruciale.
In virtù di ciò, gli ambienti di lavoro devono essere ridisegnati per essere aperti, intelligenti e resilienti, per far fronte alle nuove modalità lavorative, e basati su modelli di Activity-Based Working e che quindi considerino le esigenze peculiari delle diverse funzioni aziendali e agevolino l’operato dei dipendenti nel raggiungimento dei propri obiettivi e per la piena realizzazione personale, garantendo, al contempo, un senso di inclusione e di partecipazione alla vita aziendale.
Le decisioni prese e gli investimenti realizzati in termini di benessere e sicurezza dei dipendenti non solo si riflette sul proprio brand e sull’esperienza dei propri team, ma anche sulla capacità di attrarre e trattenere talenti. Il 51,5% degli executive C-level (i più forti sostenitori) sono fermamente d’accordo sul fatto che avere un luogo di lavoro sostenibile contribuirà a raggiungere proprio questi obiettivi. Le organizzazioni possono migliorare il coinvolgimento dei dipendenti e aumentarne la loro propositività, e il loro contributo attivo per un futuro migliore, offrendo ambienti progettati per potenziare un’attività core e che tengano conto di tutte le misure necessarie per preservare la sicurezza e la salute, così come del benessere, dell’estetica e dell’impatto ambientale.
Gli uffici intelligenti, infatti, garantiscono una migliore sostenibilità, riducendo il consumo energetico e offrendo una manutenzione predittiva, contribuendo positivamente al raggiungimento degli obiettivi ambientali, sociali e di governance aziendali e, allo stesso tempo, riducendo i costi operativi.
In tutto questo la tecnologia svolge un ruolo fondamentale nell’abilitare queste nuove ‘practice’, sia in termini strumenti, dispositivi e applicazioni che assicurino una maggiore collaborazione e una più ricca esperienza utente, sia per assicurare la sostenibilità degli edifici e proteggere i propri dipendenti.
Gli edifici e gli ambienti lavorativi intelligenti diventano quindi parte integrante nel processo di creazione di smart city e, proprio per questo, la combinazione di dipendenti connessi ed edifici intelligenti contribuisce ulteriormente a rendere questo mondo un posto migliore e più sostenibile.


A cura della redazione

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Officelayout è la rivista di Soiel International, in versione cartacea e on-line, dedicata ai temi della progettazione, allestimento e gestione degli spazi ufficio e degli edifici del terziario

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