Sistemi di illuminazione multifunzionali

In molti casi gli ambienti interni non hanno una valenza univoca, ma si connotano come spazi dinamici con layout in continuo cambiamento, o come luoghi espositivi nei quali devono essere valorizzate le opere d’arte o la merce esposta. In questi ambienti, con particolari esigenze di illuminazione, assumono un ruolo chiave i sistemi multifunzione in grado di adattarsi al contesto e di esprimere performance illuminotecniche con la massima flessibilità

Parlare di allestimenti temporanei, spazi espositivi e ambienti multifunzionali significa affrontare uno specifico ambito del progetto di illuminazione. In queste situazioni infatti è necessario combinare e bilanciare l’aspetto altamente tecnico, volto all’ottenimento di una qualità di illuminazione elevata, con un aspetto legato alla sfera emotiva e sensoriale. Si tratta infatti di ambienti in cui è richiesta un’illuminazione dinamica, con scenografie che possono subire variazioni importanti in termini di quantità della luce e di effetti luminosi.

Progettare un sistema versatile e personalizzabile è sicuramente il punto di partenza di un progetto illuminotecnico di qualità, che anche per questi ambienti deve volgere lo sguardo verso aspetti fondamentali quali funzioni ed attività che si svolgono all’interno e le necessità e i bisogni degli end-user.

Obiettivi di progetto ai quali forniscono risposte efficaci i sistemi multifunzione basati su binari elettrificati o apparecchi componibili con diversi moduli e ottiche che permettono una facile riconfigurazione in relazione a cambi di layout, grazie anche a un ruolo crescente della tecnologia.

Sistemi complessi che abbiamo approcciato a partire da due diverse visioni: quella del lighting designer che ha evidenziato aspetti legati agli effetti di illuminazione e alle performance che devono garantire le soluzioni illuminotecniche, e quella dei produttori che si pongono al servizio del progettista e del cliente, rispondendo in maniera proattiva a una domanda in continua evoluzione.
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Il sistema 35 di Arialighting può dare vita a tre diverse tipologie di luce:illuminazione indiretta diffusa, downlight diretto diffuso e illuminazione d’accento. Dal design innovativo e con caratteristiche illuminotecniche complementari, 35 Track e 35 Linear offrono versatilità di progettazione andando a soddisfare svariate esigenze
In Funivia di Artemide il cavo, con una speciale sezione minima capace di supportare tensioni meccaniche e stress termici, è il canale distributivo dell’energia del sistema e l’elemento portante su cui si connettono gli elementi di luce. Viene fissato a parete, pavimento o soffitto attraverso elementi meccanici. Corre al loro interno senza dover essere tagliato e quindi interrotto, disegnando nello spazio una rete di linee regolari, orizzontali o verticali, ma anche liberamente inclinate
Beam Master Track di Olev è una serie di faretti spot a Led, orientabili e di vari diametri, disponibili in diverse finiture di superficie. Il faretto, lavorato dal pieno, si presenta come una lampada con elevata robustezza e qualità, ed è personalizzabile nei colori della ghiera con incisione godronate. Questa customizzazione dei prodotti offre al progettista una libertà progettuale in termini estetici. Design: Marc Sadler
I proiettori della serie Aurora Zoom di DGA, dal design minimalista e dai volumi contenuti, grazie al dispositivo zoom, permettono di regolare l’ottica, per soddisfare qualsiasi esigenza progettuale. La regolazione dell’emissione luminosa modifica il fascio e assicura una luce efficace e flessibile. Disponibili in versione applique a binario e semi incasso
Per rispondere alle esigenze del lavoro moderno e dinamico, Jilly di Erco combina un sistema di lenti ad alta efficienza con un modulo antiabbagliamento assicurando comfort visivo ed efficienza luminosa. La potenza e la distribuzione della luce consentono ampie interdistanze tra gli apparecchi per concept di illuminazione a norma e dai costi contenuti. Grazie al montaggio su binario elettrificato, può essere orientato in maniera ottimale, seguendo la disposizione delle postazioni


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L’analisi dello spazio e delle sue funzioni

Quando ci si trova di fronte ad ambienti con layout e attività definite in maniera univoca, le soluzioni progettuali possono essere di stampo tradizionale, mentre quando le richieste sono riferite a luoghi in continua evoluzione, allora il discorso cambia.

Se pensiamo ad esempio all’ambito museale, spazio multifunzionale per eccellenza dove possono essere esposte opere d’arte di varia tipologia, che portano con se lo sviluppo di progetti allestitivi sempre differenti, il progetto di illuminazione deve ponderare diversi obiettivi, preservando in primo luogo la conservazione delle opere stesse.

Il sistema Endless ideato e brevettato da davide groppi nasce dall’idea di considerare le pareti e i soffitti come circuiti elettronici per posizionare gli apparecchi illuminanti con la massima libertà. Un nastro conduttore adesivo può essere disposto a piacimento per creare dei disegni grafici

L’analisi dello spazio è il primo step del progetto illuminotecnico. Possiamo infatti trovarci di fronte ad ambienti moderni, realizzati con materiali innovativi, oppure luoghi storici con valenza culturale; spazi con altezze importanti o di contro con soffitti molto bassi, ambienti inondati di luce naturale oppure luoghi con scarse aperture verso l’esterno. In relazione all’ambiente architettonico all’inizio del processo progettuale devono essere considerati due aspetti: il primo legato all’estetica, ovvero al disegno del sistema di illuminazione, cercando di contestualizzare le scelte di forme e finiture in relazione allo spazio in cui sono inserite; il secondo legato al tipo di scenografia luminosa che si vuole creare. Se ad esempio nello stesso ambiente vengono esposte sculture o disegni, quindi elementi tridimensionali o bidimensionali, il progettista dovrà porrè attenzione alla possibilità di integrare nello stesso sistema di illuminazione varie tipologie di prodotto in grado di offrire differenti effetti di luce. Resta dunque fondamentale l’analisi delle attività che potrebbero essere svolte all’interno dello spazio, con considerazioni legate alla qualità della luce, al comfort visivo, al benessere delle persone, ma soprattutto alla definizione di un sistema con una enorme flessibilità, ottenibile con sistemi che permettono di configurare soluzioni ad hoc.

Per questi progetti, che siano essi spazi di lavoro o espositivi, il mercato offre un ampia gamma di possibilità: da sistemi molto semplici ed economici, composti da binari elettrificati con faretti per la luce d’accento, passando tramite binari di luce combinata, accento con faretti e diffusa con linee di luce, fino ad arrivare a sistemi che  possono diventare elementi decorativi sia per la fonte luminosa, sia per il sistema di fissaggio.
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Serioplast Headquarter, Seriate (Bergamo) – Zumtobel si è occupata dell’illuminazione di ogni spazio, sia per quanto riguarda l’office che per la parte industriale. Negli uffici, spazi comuni e showroom si è optato per il sistema Tecton, sul quale si inseriscono i faretti Vivo e Vivo xs e l’apparecchio Tecton Mirel, dotato di ottica lenticolare, che permette di minimizzare la superficie di emissione garantendo valori di abbagliamento minimi (UGR<19). L’uso di binari a fila continua permette di modulare la distribuzione degli arredi in base alle funzionalità ricercate senza preoccupazioni sulla distribuzione luminosa, anch’essa modulabile. Anche l’illuminazione d’emergenza è integrata al binario Tecton; semplificando l’installazione e offrendo la massima versatilità
Serioplast Headquarter, Seriate (Bergamo) – Zumtobel si è occupata dell’illuminazione di ogni spazio, sia per quanto riguarda l’office che per la parte industriale. Negli uffici, spazi comuni e showroom si è optato per il sistema Tecton, sul quale si inseriscono i faretti Vivo e Vivo xs e l’apparecchio Tecton Mirel, dotato di ottica lenticolare, che permette di minimizzare la superficie di emissione garantendo valori di abbagliamento minimi (UGR<19). L’uso di binari a fila continua permette di modulare la distribuzione degli arredi in base alle funzionalità ricercate senza preoccupazioni sulla distribuzione luminosa, anch’essa modulabile. Anche l’illuminazione d’emergenza è integrata al binario Tecton; semplificando l’installazione e offrendo la massima versatilità
Serioplast Headquarter, Seriate (Bergamo) – Zumtobel si è occupata dell’illuminazione di ogni spazio, sia per quanto riguarda l’office che per la parte industriale. Negli uffici, spazi comuni e showroom si è optato per il sistema Tecton, sul quale si inseriscono i faretti Vivo e Vivo xs e l’apparecchio Tecton Mirel, dotato di ottica lenticolare, che permette di minimizzare la superficie di emissione garantendo valori di abbagliamento minimi (UGR<19). L’uso di binari a fila continua permette di modulare la distribuzione degli arredi in base alle funzionalità ricercate senza preoccupazioni sulla distribuzione luminosa, anch’essa modulabile. Anche l’illuminazione d’emergenza è integrata al binario Tecton; semplificando l’installazione e offrendo la massima versatilità


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Definizione degli effetti luminosi e scelta degli apparecchi

Identificate le caratteristiche architettoniche dello spazio e le richieste del cliente, lo step successivo del progetto di illuminazione è la valutazione degli gli strumenti disponibili sul mercato, e delle relative caratteristiche in termini di design e delle proprietà tecnico/costruttive. Un percorso che partendo dall’analisi del problema arriva alla sua soluzione, cosi come insegnava il designer Bruno Munari nel libro “Da cosa nasce cosa” all’interno del quale spiega come “progettare è facile quando si sa come si fa”.

Conferma Carlo D’Alesio, lighting designer co-fondatore dello studio D’Alesio&Santoro e della società di consulenza in fotobiologia MEG: “È essenziale partire con un corretto inquadramento dei problemi a cui si deve proporre una soluzione, comunque sempre chiusa nel perimetro di tempi, costi e performance definiti a monte. Una volta individuato il migliore compromesso, che porta il valore più alto per il cliente e la sua applicazione, in questi ambiti è imperativo operare sul concetto di “future-proofing”. Ad esempio, domandarsi come potrà mutare la destinazione d’uso dello spazio, e come potrebbero evolvere i suoi contenuti formali ed esperienziali. Questo metodo di investigazione impatterà sulla scelta dei corpi illuminanti, delle loro accessoristiche e dei sistemi di controllo”.

In questi ambienti con funzionalità multiple, l’utilizzo di un sistema flessibile può offrire al lighting designer una soluzione che permette di assolvere svariate necessità. Si pensi ad esempio a sistemi componibili che con un unico sistema permettono di configurare l’impianto combinando elementi sospesi o a incasso, per illuminazione d’accento puntuale e un’illuminazione diffusa, e persino elementi decorativi.

Le molteplici possibilità di installazione di questi sistemi, che spaziano dal classico fissaggio a soffitto fino ad arrivare a uno sviluppo in verticale, permettono non soltanto di risolvere situazioni architettoniche particolari, ma anche di disegnare forme che enfatizzano lo spazio.

Allo stesso tempo, per rispondere alle esigenze degli spazi multifunzionali, è necessario integrare nei sistemi tecnologie avanzate che rendono l’impianto di illuminazione dinamico. Così la luce diventa mutevole, sia per adattarsi al contributo di luce naturale, sia per creare degli scenari luminosi. Tutto ciò senza dimenticare che sono i bisogni dell’individuo a guidare le scelte, così come ci racconta Carlo D’Alesio: “Per esperienze vissute, credo che in realtà sia la componente umana la vera chiave per portare valore al tema della riconfigurazione e della interattività. Siamo in un’era dove l’accessibilità a informazioni e tecnologie non è mai stata cosi ampia, eppure, senza una adeguata cultura e sensibilità degli operatori, si rischia spesso di possedere una fuoriserie con un pilota poco preparato, se non direttamente ferma in garage”.
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La Rotonda Caffetteria, Mogliano di Tenna (Fermo) – La riprogettazione degli ambienti ha previsto un’illuminazione calibrata che valorizzasse appieno il luogo e le sue peculiarità. Lo scopo del progetto illuminotecnico è stato veicolare una continuità tra gli spazi attraverso la luce. Lighting e interior design hanno dialogato per creare differenti focus di attenzione, pur assicurando livelli di luce adeguati allo svolgimento delle funzioni e delle mansioni durante la giornata. Prodotti di Linea Light Group. Progetto illuminotecnico: Luministica (Matteo Ercoli + Simona Braconi). Foto: Giuseppe Saluzzi

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La luce multifunzionale negli spazi ufficio

Il percorso iniziato prima della pandemia, che prevedeva lo sviluppo di un nuovo modo di vivere gli uffici, con spazi comuni e coworking che favoriscono l’interazione tra le persone, ha subito una vera e propria accelerazione. Si modifica dunque l’approccio illuminotecnico per questi ambienti, dove cambiano di volta in volta i fruitori e le attività svolte. Importanti i riflessi sul fronte dell’offerta con un accresciuto ruolo dei sistemi multifunzione.

“Gli ultimi anni sono stati segnati da un profondo cambiamento delle abitudini sociali – raccontano Daniele Di Somma, ufficio marketing e design di 3F Filippi e Francesca Bianchini, corporate communication manager di Targetti . Già prima del diffondersi della pandemia gli spazi sociali, e in particolare gli ambienti di lavoro, si sono evoluti in luoghi dinamici e fluidi attraverso un profondo ripensamento della relazione che lega l’ambiente con i suoi fruitori. La tendenza è di progettare luoghi di lavoro flessibili, in grado di adattarsi e cambiare con rapidità al variare delle esigenze di chi li “abita”: spazi che non solo accolgono la vita professionale, ma diventano aree di incontro e vita sociale. Le mutate esigenze progettuali hanno portato a un ripensamento dei prodotti di illuminazione che da semplici apparecchi diventano veri e propri sistemi in cui ogni elemento si combina con gli altri permettendo configurazioni sempre diverse e in grado di adattarsi a qualsiasi contesto. I prodotti divengono quindi sempre più soluzioni flessibili in grado di rispondere in modo rapido e semplice all’esigenza di illuminare luoghi pensati per mutare nel tempo”.

Conferma Stefania Bianchini, lighting department manager di formalighting: “Sempre più frequentemente riceviamo richieste di supporto all’illuminazione di spazi polifunzionali, che stanno diffondendosi in linea con un concetto di architettura flessibile e sostenibile. In molte strutture sia aziendali, che ricettive, che espositive le attività che vengono svolte sono molteplici; dalla sala riunioni che diventa sala conferenze a spazio di aggregazione, le sale meeting degli hotel sempre più frequentemente diventano spazi dove realizzare banchetti, conferenze, presentazioni ed esposizioni artistiche. Anche gli spazi espositivi stanno diventando sempre più dinamici e interattivi e necessitano, per coinvolgere al meglio il fruitore, di una luce dinamica, che valorizzi non solo gli elementi esposti ma il contesto generale, creando attrattività e interesse nei confronti del visitatore”.

”L’ambiente è sempre in evoluzione, si spostano le postazioni lavorative o le configurazioni espositive, si cambia modo di lavorare e mutano le esigenze di chi vive quotidianamente lo spazio. Per questo, i sistemi multifunzione, che si adattano con immediatezza e facilità a queste variazioni, prendono sempre più piede” puntualizza Gianluca Salciccia, sales director di Linea Light Group.
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Uffici Gruppo Building e Boffa Petrone & Partners, MilanoPer un’illuminazione flessibile delle diverse aree di lavoro, il progetto illuminotecnico dei nuovi uffici di via Tortona ha previsto l’installazione lungo il soffitto, caratterizzato da travi a vista, dei power track del sistema OZ, configurati con proiettori orientabili agganciati con sistema magnetico. Prodotti del Gruppo 3F Filippi | Targetti
Uffici Gruppo Building e Boffa Petrone & Partners, MilanoPer un’illuminazione flessibile delle diverse aree di lavoro, il progetto illuminotecnico dei nuovi uffici di via Tortona ha previsto l’installazione lungo il soffitto, caratterizzato da travi a vista, dei power track del sistema OZ, configurati con proiettori orientabili agganciati con sistema magnetico. Prodotti del Gruppo 3F Filippi | Targetti
Uffici Gruppo Building e Boffa Petrone & Partners, MilanoPer un’illuminazione flessibile delle diverse aree di lavoro, il progetto illuminotecnico dei nuovi uffici di via Tortona ha previsto l’installazione lungo il soffitto, caratterizzato da travi a vista, dei power track del sistema OZ, configurati con proiettori orientabili agganciati con sistema magnetico. Prodotti del Gruppo 3F Filippi | Targetti


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Il design del prodotto: caratteristiche e tecnologia

Parola d’ordine per i nuovi prodotti è flessibilità. “La risposta alle nuove esigenze di illuminazione – racconta Stefania Bianchini – sono prodotti veloci e semplici da installazione e da sostituire, prodotti che possano essere regolati sia nella dimmerazione della luce, sia nella temperatura colore. Spesso in aggiunta è richiesta la possibilità di variare l’ottica e l’apertura di fascio o l’effetto luminoso, grazie ad accessori ottici dedicati. Diventa inoltre un plus la possibilità di gestire e riconfigurare in maniera immediata la posizione e l’orientamento degli apparecchi. Ed è seguendo questa necessità che la formalighting sta portando avanti l’evoluzione tecnologica dei suoi già consolidati sistemi motorizzati, che consentono, grazie alla miniaturizzazione dei motori al loro interno, di poter variare l’orientamento dei propri apparecchi col semplice tocco di un pulsante o attraverso una smart-app, di variare l’intensità luminosa, la temperatura di colore e addirittura l’apertura di fascio luminoso”.

La collezione Stant è composta da forme statiche lineari nelle quali possono essere inseriti elementi come faretti cilindrici o sfere in vetro soffiato satinato di diverso diametro. Si possono creare micro architetture di luce e generare piccoli universi personali aggiungendo elementi senza ulteriori cavi di alimentazione. Design: Edmondo Testaguzza per Karman

“È importante che il sistema sia in grado di consentire un riposizionamento degli apparecchi luminosi tramite componenti intercambiabili, rimodulabili e accessori che consentono di regolare o variare il fascio – evidenzia Gianluca Salciccia –. Ma ciò che fa la differenza oggigiorno e permette un approccio semplificato a questi sistemi è la capacità di gestione facilitata di tutte le componenti. Siamo abituati a gestire tutto con un click, o un tap sullo schermo del proprio device, e l’illuminazione non fa eccezione. A livello professionale, più di questo conta la capacità del sistema di far propri i protocolli di dimmerazione più usati, e consentire il controllo totale di ogni parametro, dal monitoraggio del ciclo di vita alla regolazione dell’intensità luminosa, fino alla variazione dei posizionamenti. Inoltre la progressiva miniaturizzazione di ottiche e corpi lampada ha permesso di realizzare sistemi esteticamente gradevoli, con componenti sempre più piccoli e performanti”. Una miniaturizzazione che ha sicuramente avuto inizio con l’avvento delle sorgenti LED e dell’elettronica che, applicata all’interno degli apparecchi di illuminazione, li ha resi flessibili e gestibili in maniera veloce e semplice, come puntualizza Stefania Bianchini: “Pensiamo non soltanto alla velocità con cui un Led risponde a un comando di gestione in termini di accensione, spegnimento, dimmerazione e variazione della temperatura di colore rispetto a delle sorgenti tradizionali, ma è soprattutto l’evoluzione dei sistemi di gestione in sé che ci consente attualmente di creare veri e propri show di luce in maniera intuitiva, anche al di fuori dell’ambito più complesso del comparto spettacolo”.

Questa continua evoluzione offre ai progettisti moltissime opportunità a livello di sviluppo del concept illuminotecnico. “I cataloghi di 3F Filippi e Targetti offrono soluzioni flessibili, sistemi componibili che combinano apparecchi a luce puntuale con moduli luminosi lineari – spiegano Daniele Di Somma e Francesca Bianchini –. I binari elettrificati e le varie soluzioni installative consentono di creare configurazioni sempre diverse, modulandole sulle reali necessità dell’ambiente. Inoltre, i punti luce che equipaggiano i nostri sistemi possono contare su un parco ottiche diversificato che permette di creare scenari luminosi e caratterizzare gli spazi”. I prodotti di illuminazione offrono quindi al progettista massima flessibilità e libertà progettuale e i sistemi di Light Management integrati con sistemi IoT consentono di controllare in modo puntuale i diversi apparecchi di illuminazione con regolazione dell’emissione, della temperatura colore e dell’apertura del fascio luminoso. “In Targetti abbiamo sviluppato un sistema ottico innovativo che permette di regolare l’angolo di emissione del fascio di un apparecchio in modo digitale, senza l’ausilio di alcuna parte meccanica o mobile. Il sistema ottico DBS – Dynamic Beam Shaper – consente la massima flessibilità nella gestione del punto luce e di modificare in modo semplice gli scenari luminosi al variare delle necessità”.
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Banquets Hall, Hotel Astoria Dubai Per garantire la riconversione della sala dei banchetti, il progetto della luce ha previsto l’utilizzo degli apparecchi motorizzati di formalighting che garantiscono estrema la flessibilità del sistema. Con l’app Casambi la configurazione e il puntamento degli apparecchi vengono infatti garantiti con estrema semplicità
Banquets Hall, Hotel Astoria Dubai Per garantire la riconversione della sala dei banchetti, il progetto della luce ha previsto l’utilizzo degli apparecchi motorizzati di formalighting che garantiscono estrema la flessibilità del sistema. Con l’app Casambi la configurazione e il puntamento degli apparecchi vengono infatti garantiti con estrema semplicità


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Il valore aggiunto della ricerca
e dell’innovazione tecnologica

Motore di innovazione dei sistemi multifunzionali è la tecnologia che ha raggiunto importanti traguardi sia sul fronte delle sorgenti luminose, sia su quello dei sistemi di gestione.

Interessante è sicuramente la direzione che tutti i produttori stanno seguendo, che è sempre più volta verso le esigenze dell’utilizzatore finale, andando così a realizzare prodotti sempre più semplici sia come installazione, ma anche per la loro configurazione e gestione nel tempo.

“Ogni volta che approcciamo lo studio di un nuovo apparecchio di illuminazione valutiamo tutti i bisogni che quel prodotto dovrà soddisfare – raccontano Daniele Di Somma e Francesca Bianchini –. La sfida dei dipartimenti Ricerca&Sviluppo del Gruppo è quella di creare dei veri concentrati di tecnologia che siano in grado di produrre una luce di qualità. Il progettista o l’utilizzatore finale ricerca un prodotto affidabile con le caratteristiche illuminotecniche ideali a trasformare la propria idea progettuale in realtà. Studiamo e sviluppiamo internamente tutti i sistemi ottici dei nostri prodotti e investiamo costantemente nello sviluppo dei nostri laboratori, all’interno dei quali possiamo contare su un Goniofotometro a specchio rotante che ci permette di garantire le reali prestazioni degli apparecchi e la loro affidabilità. I sistemi componibili, grazie alla possibilità di combinare i diversi elementi tra loro in base alle necessità, offrono una grande libertà progettuale. Ogni elemento ha per sua natura un alto contenuto tecnico, ma la nostra esperienza ci ha portato a sviluppare sistemi estremamente semplici da utilizzare anche per l’utente finale”.
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Hyatt Regency, Beijing Il concept del progetto illuminotecnico richiama l’effetto della luce naturale. Durante le ore diurne, i riflettori brillano attraverso le installazioni di bambù, creando un morbido effetto sulle aree circostanti. Dopo il tramonto, grazie all’uso dei proiettori motorizzati di formalighting, lo spazio cambia gradualmente per creare un’atmosfera di intimità e drammaticità. Con l’uso di fotosensori e un sistema di dimmerazione automatizzato, la luce segue le condizioni della luce naturale, facendo leggere gli interni come un tuttuno con l’ambiente circostante. Lighting design: dpa lighting consultants. Progetto architettonico: Kengo Kuma & Associates.

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Obiettivi degli sviluppi più recenti sono l’abilitazione di nuove funzioni che elevano le performance dei sistemi, un’estetica minimale e il contenimento dei consumi energetici, come sottolinea Stefania Bianchini: “La miniaturizzazione di molti dei prodotti di formalighting ha consentito l’installazione nei più svariati ambiti architetturali o espositivi come teche, vetrine, pensili, ecc. A questo si unisce la possibilità della motorizzazione, e quindi dell’automatizzazione dell’orientamento degli apparecchi, che consente la gestione completa e immediata della riconfigurazione di qualsiasi spazio architettonico. Inoltre nell’ottica dell’eco sostenibilità stiamo sviluppando una serie di moduli Led completi di ottiche e dissipatore, dalle diverse potenze, fasci e caratteristiche luminose che possono essere intercambiabili in numerosi modelli della nostra gamma di apparecchi, sia incassi che proiettori, consentendo di sostituire agevolmente la sorgenze luminosa cambiandone le caratteristiche illuminotecniche a seconda delle nuove esigenze applicative, un po’ come era consuetudine con le sorgenti tradizionali”.

Si rafforza dunque il ruolo degli apparecchi multifunzione che, attraverso l’integrazione tecnologica, danno risposte puntuali alle istanze della progettazione, lasciando ampi margini di libertà nella riconfigurazione anche in fase di utilizzo, come evidenzia Gianluca Salciccia: “Studiando le ambientazioni dove il sistema andrà ad agire e cercando di prevedere come queste cambieranno nel tempo è possibile scegliere gli apparecchi più adatti per la composizione del sistema multifunzione, che in alcuni casi viene creato ad hoc. Facciamo qualche esempio: prendiamo una gioielleria che illumina i propri prodotti sfruttando binari o sistemi a sospensione Linea Light Group con sorgenti dotate di tecnologia Dynamic White; nella stessa teca si potrà valorizzare l’argento con una luce più fredda, così come – in un secondo momento – l’oro con una luce più calda, variando la temperatura di colore con un semplice click. Una notevole comodità! Un altro caso è quello del museo, dove in una specifica parete può esserci un’opera di piccole o medie dimensioni e, il mese successivo, un grande quadro che occupa molto più spazio. Servono prodotti comunicanti tra loro, dotati della possibilità di regolare il fascio adattandolo alle differenti esigenze espositive. Il tutto senza sostituire il proiettore o intervenire fisicamente sul sistema. È importante, inoltre, un sistema di gestione semplificato che permetta di operare sui singoli apparecchi così come sull’intero sistema, variando le caratteristiche illuminotecniche da remoto in modo semplice e intuitivo.

Grazie poi alle svariate configurazioni possibili, in termini di sviluppo (verticale, orizzontale, obliquo) e di fissaggio questi sistemi si adattano a contesti architettonici storici dove, a causa dei vincoli di tutela non si possono realizzare interventi invasivi ed è necessario sfruttare i punti luce esistenti. Tutto questo significa meno interventi, meno dispendio di risorse, maggiore sostenibilità energetica grazie al ciclo di vita elevato e i consumi ridottissimi, con conseguente risparmio economico”.
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Massimo Osti Archivio, Bologna Spazio a cavallo fra museo, archivio storico e studio professionale. L’obiettivo del progetto di illuminazione è stato quello di esaltare le rese cromatiche e la trama dei capi, prestando attenzione non solo alla luce ma anche all’ambiente circostante. Le volte della campana centrale, fungono ora da grandi riflettori di luce diffusa. Progetto di lighting design dello studio D’Alesio&Santoro. Carlo D’Alesio, IALD Professional Member, è co-fondatore dello studio di lighting design D’Alesio&Santoro (2011, dalesioesantoro.it) e della società di consulenza in fotobiologia MEG (2018, megscience.com). Docente titolare del Corso di Lighting Design, Laurea Magistrale in “Interior and Spatial Design” del Politecnico di Milano, Scuola del Design. Dal 2015, co-curatore del Project Work “Lighting Design for Interiors & Commercial Spaces” al Master in Lighting Design & Technology presso POLI.design. Foto: Nicola Nunziata

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Soluzioni di illuminazione multifunzionale:
standard o custom

Sebbene la produzione garantisca un’ampia gamma di prodotti che coprono le più diffuse applicazioni, vi possono essere particolari esigenze insite nel progetto della luce che determinano lo sviluppo di un prodotto speciale. In alcuni casi la personalizzazione si riferisce a finiture, tipo di installazione o la necessità di ampliare gli accessori disponibili o modificare caratteristiche della luce, come fasci di apertura, temperatura colore… In altri dalla collaborazione tra lighting designer e aziende produttrici scaturiscono nuove soluzioni che spesso entrano a far parte dell’offerta al mercato.

“Considerando questi sistemi di prodotto, e specialmente se contestualizzati in ambito office, la customizzazione radicale non è all’ordine del giorno – chiarisce Carlo D’Alesio –. Ci è capitato sia di progettare apparecchi speciali da zero, sia di richiedere modifiche estetiche o di finitura, ma per centerpiece che sono quasi sempre oggetti immanenti piuttosto che evolvibili. In linea di massima preferisco far utilizzare al meglio un sistema low-tech, che prevedere un inutilizzabile sistema hi-tech. Volendo chiudere il perimetro degli spazi multifunzionali agli ambienti office, lasciando quindi fuori grandi temi come hospitality ed entertainment, sicuramente i sistemi a binario sono protagonisti. Credo che questo non sia solo per motivi economici o per la loro proverbiale versatilità, ma anche, e forse soprattutto, per la loro comprensibilità da parte di attori non prettamente tecnici. Dal cliente che acquista, alla persona finale che dovrà effettivamente modificarne le configurazioni. Ritorna il concetto della persona al centro”.

Questa personalizzazione che permette di mettere sempre al centro la persona, si traduce in una continua ricerca, da parte del progettista, della soluzione performante in termini di qualità e prestazione della luce, ma anche da un punto di vista estetico sia del corpo lampada che dell’intero sistema.

Da un confronto coi produttori abbiamo tracciato le principali richieste che i lighting designer fanno in termini di customizzazione dei sistemi.

Stefania Bianchini racconta: “Capita che i lighting designer con cui lavoriamo ci chiedano un supporto nella modifica di un prodotto per poter rispondere in maniera completa ed efficace alle esigenze che alcuni progetti complessi richiedono. Siamo sempre aperti a un dialogo per poter trovare una soluzione che possa rispondere alle esigenze del cliente. Le principali modifiche riguardano il sistema di fissaggio, l’interconnessione con i vari sistemi di gestione, ottiche con effetti particolari, temperature di colore non standard…Spesso da queste collaborazioni sono nati nuovi prodotti che poi sono stati inseriti nel nostro catalogo arricchendolo di nuove soluzioni”.

Per Gianluca Salciccia: “È sempre più richiesto l’adattamento ad architetture preesistenti o a sistemi di controllo specificamente indicati dal lighting designer. Altre richieste frequenti sono la realizzazione di corpi illuminanti pensati per determinate funzioni o finiture particolari, senza dimenticare una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale e all’ecodesign, che implica modifiche, sostituzioni e personalizzazioni senza cambiare l’intero apparecchio, facilitando così la manutenzione e riducendo gli sprechi. In definitiva, oltre alle soluzioni standard, ogni progetto richiede sempre più soluzioni su misura”.

Daniele Di Somma e Francesca Bianchini specificano: “Le richieste di personalizzazione che riceviamo sono più o meno complesse e riguardano i diversi componenti dei prodotti: dall’utilizzo di sorgenti con temperatura colore diverse o con resa cromatica particolare, a finiture colore ad hoc fino allo sviluppo di distribuzioni luminose specifiche. La digitalizzazione della luce ha poi portato a rispondere a necessità peculiari anche rispetto al controllo degli apparecchi o alla sensoristica da integrare nei diversi sistemi di illuminazione. In alcuni casi siamo stati chiamati ad ingegnerizzare apparecchi ad hoc partendo da un’idea e condividendo con il cliente ogni passo dello sviluppo. Queste sono sicuramente le sfide più eccitanti per noi e che spesso portano a trovare soluzioni interessanti che in alcuni casi abbiamo deciso di implementare nella nostra offerta di prodotto”.


Lisa Marchesi

Laureata con lode in Disegno Industriale al Politecnico di Milano indirizzo Lighting Design, dal 2003 inizia la sua attività professionale di lighting designer collaborando con l’architetto Barbara Balestreri. Come senior lighting designer e project manager si occupa della realizzazione di progetti di illuminazione nel campo dei beni culturali, del retail, caffè e ristoranti, case private ed installazioni temporanee. Dal 2018, come libero professionista, fonda lisa marchesi studio. Affianca all’attività professionale, attività di didattica e di ricerca in ambito universitario presso il Politecnico di Milano, presso lo IED di Milano e di Firenze, lo IUAV di Venezia ed in diversi corsi di specializzazione tra cui Lighting Academy di Firenze. Partecipa come relatore a varie conferenze di settore e si occupa della realizzazione di una serie di pubblicazioni su riviste specializzate. Dal 2019 mentore dell’associazione Women in Lighting. Membro di AIDI.

Officelayout è la rivista di Soiel International, in versione cartacea e on-line, dedicata ai temi della progettazione, allestimento e gestione degli spazi ufficio e degli edifici del terziario

Soiel International, edita le riviste