In azienda dopo il Covid-19

I risultati della survey Ayno Videoconferenze su 1.000 aziende italiane

Da una ricerca CGIL è emerso come ci sia profonda consapevolezza del “da qui non si torna indietro”, in termini di spazi, strumenti e luoghi di lavoro.
La fase che stiamo vivendo in questo momento è stata definita come “blended”; passata quella di home working forzato durante il lockdown, ci troviamo adesso in una fase ibrida, tra presenza e distanza, un blended working, dove strumenti evoluti di collaborazione multi point e il meglio del digitale e del fisico si devono mescolare in un connubio produttivo. Con la ripresa delle occasioni di prossimità fisica saranno ripensati sia gli spazi che le attività per creare maggiore valore aggiunto.


Quanta consapevolezza c’è oggi nelle aziende e come ci si sta muovendo per interpretare al meglio un cambiamento necessario? Ayno Videoconferenze lo ha chiesto a un bacino di 1.000 aziende.


Sicuramente un passo avanti è stato fatto, si è presa coscienza della necessità di fornire ai dipendenti strumentazione adeguata anche per lavorare da remoto con la stessa qualità del lavoro in ufficio.Il 60% degli intervistati tra gli IT manager ritiene infatti prioritario fornire dotazioni tecnologiche aziendali a tutti i dipendenti, il primo step è infatti abilitare tutti a lavorare in videoconferenza dal personal computer, là dove non è stato fatto per impreparazione o disorganizzazione dovuta all’emergenza. Lavorare da casa non dovrà essere penalizzante ma videocamere HD, cuffie con noise cancelling e monitor dovranno garantire il comfort e una tutela della tranquillità dello spazio di lavoro anche in ambiente domestico.

Chi ha risposto alla nostra survey sta lavorando ancora da casa e così per la maggior parte i dipendenti della sua azienda ma sta pensando a come gestire il rientro. Il secondo passaggio necessario è infatti riorganizzare gli spazi in sicurezza, il rientro graduale in azienda porta con sé una riflessione sul distanziamento, la necessità di alternare la presenza in ufficio può essere ad esempio gestita con strumenti di prenotazione scrivanie o sale meeting strutturate per mantenere il distanziamento ed evitare sovrapposizioni, affollamenti.

Il 92% degli intervistati crede che l’esperienza vissuta porterà all’interno delle aziende cambiamenti e rinnovamenti tecnologici.

Indietro non si torna, non si può più pensare al posto di lavoro come ad un luogo statico, come spesso succedeva pre-emergenza in realtà medio-piccole.
"Questo è un momento strategico per le aziende italiane, per ripensare gli spazi e gli strumenti di collaborazione a distanza, dove la scelta della migliore tecnologia in armonia con l’ambiente può fare la differenza e rendere concorrenziali sul mercato e attraenti per i dipendenti. La videoconferenza è imprescindibile e in questo periodo, nell’emergenza e necessità di continuare ad essere operativi e produttivi, abbiamo percepito una forte presa di coscienza collettiva a qualsiasi livello aziendale e trasversale su ogni settore di mercato. Una tecnologia che si apre, diventa più democratica ed accessibile anche in termini di costi è una tecnologia anche più intuitiva e adottabile in tempi brevi, è una tecnologia pronta all’uso e questo presente è il momento storico per adottarla" sottolinea Luciano Zoccoli, managing director Ayno Videoconferenze 

www.ayno.it

 

 


A cura della redazione

Officelayout è la rivista di Soiel International, in versione cartacea e on-line, dedicata ai temi della progettazione, allestimento e gestione degli spazi ufficio e degli edifici del terziario

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